emerge nauseabondo da un vortice di zolfo incadescente
è discreto ma lo senti nelle viscere
ti stritola, ti buca e ti lacera
pagheresti affinchè la smettesse
ma non cessa.
lontando dalla semplice percezione del dolore
non è che grido soffocato da centinaia di cuscini
non è che uragano che non si sfoga
è sangue che ristagna nei tessuti, portando necrosi invisibile
desidero liberarmi da te
che tu distrugga altro
che ti infranga su altri corpi
che io possa danzare lieve sull'orlo del precipizio
dove qualcuno mi attende con sguardo ferito
mercoledì 2 gennaio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
continuo a cercare il mio mare
non so con certezza se esiste
so solo che farebbe più male
non saperlo sognare
Giuseppe Spinillo
buon 2008
grazie del tuo contributo! buon anno nuovo anche a te!
Posta un commento